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La psicologia di Instagram (it)

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Oltre il 90% dei 200 milioni di persone presenti nella rete di condivisione foto di Instagram sono sotto i 35 anni, una recente ricerca ha identificato che la caratteristica degli utenti è di vivere nelle grandi città, essere donne e di ceto elevato.

Questi utenti caricano circa 544 milioni di foto al giorno.

Nir Eyal, docente della Stanford University e autore di “Hooked: How to build habit-forming products (come costruire prodotti di assuefazione)” dice alla rivista Business Insider, che l’applicazione è coinvolgente grazie ad una serie di motivi, tra cui:

Latto di scattare una foto: “la cattura di immagini è una azione che produce uno stato di assuefazione da oltre un secolo”, afferma Eyal, e deriva “dall’ansia che proviamo di perdere un determinato momento che poi sparirà per sempre”.

La ricompensa immediata: “Parte del sistema di Instagram fornisce dei filtri”, spiega Eyal. “Ora che la foto di merda è stata sistemata dalla app posso pensare di condividerla e fare bella figura”.

Linvestimento effettuato da parte dellutente: “L’ultimo segreto è che se le foto diventano più belle”, dice Eyal, “aumenta la probabilità di partecipare alla parte più importante della specificità Instagram, ovvero la possibilità di condividere quelle foto”.

Dopo poco, lutilizzo di Instagram diventa una azione di default: Ogni volta che vedo qualcosa che voglio catturare, spiega Eyal, la catturo con Instagram rispetto a qualsiasi altra soluzione, presente come default nativo della fotocamera.

Diventa un social network piuttosto intimo: “Nel corso del tempo, ciclo dopo ciclo, l’azione di fotografare diventa una parte dell’utilizzo di Instagram. Non si tratta solo di catturare il momento, Instagram è un social network”, spiega Eyal. “Così ora gli stimolatori interni degli individui diventano la noia, e la paura di perdere il collegamento con gli altri, questo è ciò che viene chiamato FOMO [la paura o l’ansia di perdersi qualcosa, qualche evento].

E non vorrete mai perdere qualcosa di nuovo: “la FOMO è ragione principale per usare Instagram”, spiega Eyal. “Non solo per scattare foto, ma per la paura di lasciarsi sfuggire il momento. E la soluzione per alleviare il dolore e il senso psicologico di ansia, è quella di aprire Instagram e scorrere le immagini. “La natura coinvolgente dell’app non è un incidente”, sottolinea Eyal. “Il fondatore di Instagram Kevin Systrom, si è laureato in sistemi simbolici a Stanford, un campo di ricerca che si trova all’incrocio tra psicologia e l’informatica. Lui [Systrom] ne sa molto”.

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Stefano Capasso

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